Diritto alla possibilità di lasciare il lavoro

Diritto
Dovere
Lavoratore
Famiglia

Possibilità di lasciare il lavoro

Il diritto alla possibilità di lasciare il lavoro garantisce ai lavoratori domestici il diritto di interrompere il loro impiego in qualsiasi momento, secondo le normative contrattuali e legislative vigenti.

Esempio: Enrico, custode, decide di cambiare lavoro e dà un preavviso di due settimane.

FAQ

Risposte a domande comuni

Come posso presentare le dimissioni dal mio lavoro?
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Per presentare le dimissioni, devi inviare una comunicazione scritta al tuo datore di lavoro. In Italia, è necessario utilizzare il sistema telematico del Ministero del Lavoro per inviare le dimissioni online. Assicurati di rispettare il periodo di preavviso previsto dal tuo contratto di lavoro o dal contratto collettivo applicabile.

Qual è il periodo di preavviso per le dimissioni?
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Il periodo di preavviso varia in base al contratto collettivo nazionale (CCNL) applicabile al tuo settore e alla tua anzianità di servizio. Generalmente, può variare da 15 giorni a 3 mesi. Verifica il tuo contratto per i dettagli specifici.

Cosa succede se non rispetto il periodo di preavviso?
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Se non rispetti il periodo di preavviso, il datore di lavoro può trattenere un importo equivalente alla retribuzione che avresti percepito durante il periodo di preavviso non rispettato. Questo importo viene solitamente trattenuto dall'ultima busta paga.

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

Articoli CCNL correlati

Art.40 Risoluzione del rapporto di lavoro e preavviso

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1. Il rapporto di lavoro può essere risolto da ciascuna delle parti con l'osservanza dei seguenti termini di preavviso:

A. per i rapporti non inferiori a 25 ore settimanali:

- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario;

- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 30 giorni di calendario. I suddetti termini saranno ridotti del 50% nel caso di dimissioni da parte del lavoratore.

B. per i rapporti inferiori alle 25 ore settimanali:

- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;

- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.

2. I termini di preavviso di cui al comma precedente saranno raddoppiati nell’eventualità in cui il datore di lavoro intimi il licenziamento prima del trentunesimo giorno successivo al termine del congedo per maternità.

3. Per i portieri privati, custodi di villa ed altri dipendenti che usufruiscono con la famiglia di alloggio indipendente di proprietà del datore di lavoro, e/o messo a disposizione dal medesimo, il preavviso è di:

- 30 giorni di calendario, sino ad un anno di anzianità,

- 60 giorni di calendario per anzianità superiore. Alla scadenza del preavviso, l'alloggio dovrà essere rilasciato, libero da persone e da cose non di proprietà del datore di lavoro.

4. In caso di mancato o insufficiente preavviso, è dovuta dalla parte recedente un'indennità pari alla retribuzione corrispondente al periodo di preavviso non concesso.

5. Possono dare luogo al licenziamento senza preavviso mancanze così gravi da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro. Il licenziamento non esclude le eventuali responsabilità nelle quali possa essere incorso il lavoratore.

6. Al lavoratore che si dimette per giusta causa compete l'indennità di mancato preavviso.

7. In caso di morte del datore di lavoro il rapporto può essere risolto con il rispetto dei termini di preavviso indicati nel presente articolo.

8. I familiari coabitanti, i coniugi, le persone unite da unione civile o da stabile convivenza di fatto ai sensi della L. n. 76/2016 e successive modificazioni ed integrazioni, il cui stato familiare sia certificato da registrazione storico anagrafica, sono obbligati in solido per i crediti di lavoro maturati dal prestatore di lavoro. In ogni caso il soggetto obbligato in solido risponde solo entro i limiti della durata temporale risultante dalla suddetta registrazione storico anagrafica.

9. Nel caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato mediante intimazione del licenziamento, il datore di lavoro, su richiesta scritta del lavoratore, sarà tenuto a fornire una dichiarazione scritta che attesti l’avvenuto licenziamento.

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